Pet Therapy o Zooterapia -Parrots for Friends-

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Pet Therapy o Zooterapia
Con il termine Pet Therapy o zooterapia, si intende una terapia “dolce“, basata sull’interazione tra uomo ed animale, che integra e rafforza le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.
La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e stabilire tramite questo rapporto sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico, sia stimolare la partecipazione attiva del paziente, risentendone ovviamente in modo positivo anche l’umore.

pet therapy parrots for friends

Pet Therapy o Zooterapia

 

 

La Pet Therapy ha radici lontane, già alla fine del Settecento in Inghilterra si era iniziato a stimolare il contatto con diversi animali, fu’ infatti lo psichiatra infantile Boris Levinson, per la prima volta intorno al 1960 , a enunciare le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali, che egli stesso applicò nella cura dei suoi pazienti. Levinson sosteneva che il prendersi cura di un animale da parte di malati psichiatrici e di persone con difficoltà motorie, potesse aiutare i pazienti a calmare l’ansia, a trasmettere calore affettivo e ad aiutare a superare lo stress e la depressione, e che potesse persino aumentare il grado di autocontrollo. I pazienti mostravano interesse a prendersene cura nella considerazione che fossero creature più deboli di loro. In Italia la Pet Therapy ha ottenuto il giusto riconoscimento solamente nel 2009 ed è entrata così in molti reparti di ospedali, case di cura e di riposo per anziani e comunità.

Le figure professionali che prevede questa terapia sono :

•responsabile di progetto (un professionista del campo sanitario);
•medico veterinario(valuta i requisiti comportamentali e sanitari dell’animale, l’aspetto igienico sanitario ed il benessere animale);
•coordinatore d’intervento può essere: psicologo/psicoterapeuta, educatore, infermiere/assistente sanitario, OSS, laureato in scienze motorie, insegnante, psicomotricista;
•coadiutore dell’animale (promuove la relazione uomo animale e monitora lo stato di salute ed il benessere dell’animale in collaborazione con il veterinario).
Questa figura è solitamente colui che vive tutti i giorni sotto stretto contatto con l’animale, quasi in simbiosi, per poter capire profondamente l’essere dell’ animale, i suoi movimenti, i suoi stati d’animo.
Il veterinario prima che l’animale possa entrare in qualsiasi struttura deve eseguire una serie di esami clinici, che permettano di escludere che l’animale possa trasmettere patologie all’ uomo.

Effetti terapeutici
I benefici sui pazienti sono davvero incredibili in quanto gli animali stimolano il gioco, tranquillizzano l’umore, migliorano il grado di empatia esperito, aiutano nel processo di socializzazione e, non per ultimo, riempiono di felicità le ore interminabili che i piccoli pazienti passano in ospedale.

Animali coinvolti
Nella Pet Therapy gli animali devono possedere delle precise qualità fisiche e caratteriali, devono infatti essere mansueti e abituati a stare con gruppi di persone senza reagire negativamente alla sollecitazione di troppi stimoli o a situazioni imprevedibili. Fondamentale è individuare l’animale corretto per il singolo paziente in base alle preferenze personali, alle capacità psico-fisiche, all’analisi delle eventuali fobie specifiche, alle allergie e in base alla risposta emotiva nelle prime sedute. Ad esempio nel caso si dispongano di più cani ,si deve definire l’abbinamento cane-paziente tenendo conto della taglia del cane, dell’indole e del tipo di pelo.

pet therapy parots for friends

Pet Therapy o Zooterapia

 

 

Gli animali più frequentemente usati per la terapia sono :
(Alcuni ancora in via sperimentale, per loro si parla infatti di Attività Assistita con Animali A.A.A. )

•cani ( therapy dogs), Il cane è usato per la maggior parte dei casi, in quanto animale da compagnia fortemente inteso ad instaurare un rapporto di mutua dipendenza dal padrone.
•gatti, il contatto con il pelo del gatto è piacevole e distensivo, l’emissione delle fusa dona un immediato riscontro delle attenzioni rivolte all’animale
•conigli e criceti, in genere sono utilizzabili con i pazienti più piccoli proprio per le loro dimensioni e la scarsa aggressività
•pappagalli, stimolano l’allegria e migliorano l’umore, vengono impiegati in progetti rivolti ad anziani(case di riposo) e per la riduzione dell’aggressività (ad esempio nelle carceri)
•tartarughe, il loro accudimento facilita una presa in carico di responsabilità e riduce il senso di inadeguatezza.
•cavalli (ippoterapia) è un animale dall’indubbio fascino , con esso si riesce ad istaurare una relazione che dà intense gratifiche
•asini (onoterapia) sfrutta alcune caratteristiche proprie dell’asino, come la piacevolezza al tatto, la pazienza, la lentezza dei movimenti, che tendono alla ripetizione monotona. Si crea un tipo di relazione rassicurante
•delfini, con la loro indole aiutano molto i pazienti depressi o autistici
•animali da fattoria (mucche, capre, pecore) sono stati recentemente impiegati con ottimi risultati
•pesci, osservare i pesci negli acquari porta alla riduzione del livello di stress e tensione muscolare

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Pet Therapy o Zooterapia

 

 

A chi si rivolge?
La pet therapy si rivolge in particolare a bambini con problemi emotivi e comportamentali, autistici, persone con disabilità fisica o psichica e agli anziani.

Approfondiamo l’impiego dei pappagalli……
E’ stato ampiamente dimostrato che la presenza di pappagalli allevati a mano in alcune strutture come ad esempio le case di riposo, migliorino l’umore degli ospiti offrendo ogni giorno allegria e spensieratezza. L’impiego di questi volatili è giustificato dal fatto che, riproducendo parole e frasi del linguaggio umano, stimolano la persona a rispondere e ad interagire. Può avvenire, naturalmente, anche il contrario cioè il soggetto viene stimolato proprio per far parlare i pappagalli .Essi durante la loro attività, vengono lasciati liberi di interagire con l’uomo in sale e spazi adeguati e dedicati.
Da questa co-terapia ciò che è emerso ,senza alcun ombra di dubbio, è come alcuni soggetti con scarse capacità attentive o in soggetti che compiono movimenti improvvisi, tendano a mantenere il controllo del proprio corpo. Per quanto riguarda il linguaggio i pazienti si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni, cosa che, ad esempio, nelle persone cognitivamente compromesse, in una normale relazione interumana, risulta essere molto complicata.

 

A questo punto lasciamo la  “Parola ai pappagalli” 

SEGUI IL LINK———->>> http://www.parrotsforfriends.com/?p=1217

 

 

 

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