Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Share us

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Ho comprato un nuovo pappagallo, come mi devo comportare?
Durante la compravendita è possibile chiedere all’allevatore o al venditore se si appoggia ad un medico veterinario e dunque se sono state effettuate analisi diagnostiche o sessaggio sull’animale. In caso non siano stati effettuati, degli esami per la ricerca di patologie come circovirosi, poliomavirosi e clamidiosi risultano particolarmente utili, soprattutto se ci sono già altri pappagalli in famiglia, per prevenire contagi. Anche in assenza di altri pappagalli il test per la ricerca della clamidia è utile trattandosi di una patologia che può essere trasmessa anche all’uomo. Una prima visita è tanto più consigliata quanto poche sono le informazioni sullo stato sanitario del pappagallo al momento dell’acquisto. In attesa di esiti di esami o comunque prima dell’introduzione è consigliabile tenere il nuovo arrivato in quarantena.

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Meglio maschio o femmina?
La scelta del sesso di un pappagallo può condizionare la sua vita di animale domestico, anche se l’intenzione non è quella di farlo riprodurre. Infatti, in base alla specie i diversi generi possono avere aspetti caratteriali diversi, in particolare spesso la femmina si dimostra più territoriale e questo può portare a problemi nella relazione col proprietario ed altri animali conviventi. Inoltre, le femmine possono andare incontro a problemi legati all’ovodeposizione. Soprattutto quando un pappagallo femmina identifica il proprietario come partner, è possibile che inizi a deporre uova non desiderate. Queste deposizioni, come quelle di origine naturale, possono portare a distocia e dunque alla ritenzione dell’uovo. In alcuni casi, la deposizione può diventare cronica e indebolire così molto l’animale. Vi sono ovviamente dei rimedi quali la salpingo-isterectomia preventiva (sterilizzazione) o l’applicazione di impianti ormonali sottocutanei a base di suprelorin. Da questo punto di vista sarebbe dunque meno problematico acquistare un maschio, anche se a volte il dimorfismo sessuale può far desiderare in modo specifico un esemplare femmina (l’ecletto ad esempio). Inoltre, spesso in sede di acquisto il sesso dell’animale non è noto, a tal proposito è sempre consigliabile eseguire un sessaggio molecolare o endoscopico per conoscere il sesso del proprio animale, informazione molto utile soprattutto in situazioni di emergenza.

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Sono necessari controlli periodici?
Assolutamente si. Delle visite periodiche dal veterinario aviare sono la migliore garanzia per una vita lunga e sana. Un controllo annuale può consistere in una semplice visita clinica ed esame delle feci se non vi sono particolari problematiche. A discrezione del veterinario può inoltre essere eseguito un esame emocromocitometrico e/o biochimico del sangue, per valutare lo stato immunitario e metabolico dell’organismo.

Il mio pappagallo non sta bene, cosa posso fare?
Portarlo dal veterinario. Purtroppo non vi sono alternative, pena l’assunzione di un rischio enorme che può portare anche alla morte dell’animale. Come per tutti gli uccelli la manifestazione di sintomi conclamati corrisponde ad uno stato patologico già grave, infatti in natura l’abitudine è quella di nascondere il malessere il più a lungo possibile come difesa verso i predatori. Se nell’immediato non è materialmente possibile trasportare l’animale o il veterinario non è reperibile ci sono alcune misure che possono far guadagnare tempo (ma MAI sostituire una visita di un professionista). Se disponibile, porre l’animale in una camera calda ad una temperatura di circa 30 gradi. Si può registrare il peso del pappagallo con una bilancia per alimenti e magari confrontarlo con dati passati per capire se sta dimagrendo, l’informazione tornerà poi utile al veterinario. Se il pappagallo non mangia è possibile somministrare delle imbeccate con prodotti da imbecco tramite sondino, meglio se studiati appositamente per l’età e la specie. Come indicazione per la dose valutare circa il 10% del peso corporeo. Il consiglio è di somministrare questi pasti solo se confidenti con la pratica dell’imbecco, altrimenti è sconsigliato. NON somministrare alcun farmaco, nemmeno dopo una ricerca su internet, molto spesso il fai-da-te può avere esiti tragici. Se si osservano feci anomale è possibile raccoglierle così che il veterinario possa analizzarle in un secondo momento. Infine si ricorda che descrivere per telefono i sintomi al veterinario può essere utile per ricorrere a misure temporanee aggiuntive, ma non può permettere al medico di definire né diagnosi né terapia, la visita resta imprescindibile.

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Qual è l’alimentazione migliore?
L’alimentazione perfetta per un pappagallo sarebbe quella che la sua specie ha in natura. A volte è possibile riprodurla, sia per quanto riguarda la reperibilità del cibo che per il tempo di preparazione. Altre volte invece questo non è possibile ma ci sono valide soluzioni alternative. Gli estrusi costituiscono un alimento completo e in linea teorica possono da soli soddisfare i fabbisogni nutrizionali di un pappagallo. Si deve solo prestare attenzione alla scelta del prodotto più indicato per la specie e, se non ci sono richieste particolari, puntare su un prodotto studiato per il normale mantenimento. Addizionare frutta e verdura fresca è senza dubbio utile, sia dal punto di vista nutrizionale che di arricchimento ambientale. Anche i semi possono essere somministrati ma con moderazione, certamente una dieta basata solo su questi ultimi è dannosa per quasi ogni pappagallo sul lungo termine. Un’altra valida integrazione è costituita da una miscela di cereali e legumi. Questi possono essere lasciati ammollo in acqua per 12-24h e poi passati in microonde per 2 minuti. La combinazione degli alimenti sopra citati può costituire una buona dieta di mantenimento per molte specie di pappagallo, è però consigliabile chiedere un parere esperto per ogni particolare caso (e soprattutto specie).

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Quali sono le dimensioni consigliate per la gabbia/voliera?
In generale, tanto più spazio possiamo dedicare alla gabbia del nostro pappagallo e meglio è. Non esistono vere e proprie dimensioni minime in quanto tutto va calibrato in base alla gestione. Un pappagallo che passa la maggior parte del tempo fuori dalla sua gabbia non ha necessità di dimensioni esagerate. Al contrario se si dispone poco tempo è bene che la gabbia possa permettere all’animale di volare, in caso di grossi pappagalli si parla dunque di voliere esterne. In ogni caso, si consiglia una gabbia che come minimo permetta all’animale di estendere completamente le ali. Per maggiori informazioni puoi leggere il nostro articolo dedicato ad alloggio ed accessori.

Quando parliamo di C.I.T.E.S. di cosa stiamo parlando?

SEGUI IL LINK——->>> http://www.parrotsforfriends.com/?p=757 

SEI INTERESSATO ALLE NOSTRE GUIDE DIDATTICHE?
CLICCA QUI, SARAI AVVISATO QUANDO SARANNO DISPONIBILI.

Comments

2 Recent Comments

  • Luigi

    Salve, ho un parrocchetto dal collare femmina dal 2017
    anellato FOI preso in allevamento.
    Dovrei viaggiare da Milano a Faro in Portogallo in macchina, attraversando Francia,Spagna e in ultimo il Portogallo.
    Vorrei sapere: è necessario un documento per il pappagallo che potrebbe essere richiesto dalle autorità e se sì quale?
    Secondo voi può fare un viaggio così lungo (2200km) in macchina o rischio per la sua salute?
    Grazie, Luigi.

    • ignazio di dio

      ciao luigi, per il viaggio se alterni pause con idratazione e pasti per il pennuto nulla succede, inerente alla documentazione ti consiglio di contattare la forestale competente per avere delucidazioni sulle leggi territoriali in merito, una telefonata non guasta mai.
      un saluto

Leave a Reply