“LA STORIA EVOLUTIVA” PAPPAGALLI DI IERI E DI OGGI

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“LA STORIA EVOLUTIVA” PAPPAGALLI DI IERI E DI OGGI

 

L’origine dell’evoluzione dei pappagalli risale, secondo recenti studi, a circa 59 milioni di anni fa. Il ramo evolutivo è originato a cavallo con il termine dell’era dei dinosauri. Gli studiosi hanno molti dubbi in relazione a quale possa essere l’effettivo primo fossile riferibile ai pappagalli, proprio per la coesistenza iniziale coi dinosauri. Sono però concordi nel localizzare l’inizio di questo processo evolutivo in Gondwana, ovvero il supercontinente che comprendeva Antartide, sud America, Africa, Madagascar ed Australia. Ai giorni nostri, infatti, la maggior biodiversità tra specie di pappagalli si ritrova proprio in questi continenti.

L’anello di congiunzione furono probabilmente le specie del genere Psittacosaurus, vissute nel tardo cretaceo. Questo dinosauro apparteneva all’ordine degli ornitischi (erbivori dotati di becco) e si distingueva da tutti gli altri per il cranio alto e tozzo. La punta del cranio era costituita da un grosso becco che ricorda la moderna ranfoteca dei pappagalli tutt’ora esistenti. Il becco era rivestito di cheratina e ciò lo rendeva adatto al taglio di materiali vegetali. Per via della particolare struttura degli arti anteriori, si può dedurre che fossero già bipedi obbligati. Sono dinosauri di cui ci sono pervenuti diversi fossili, alcuni di questi comprendono anche residui di primitivi abbozzi di piume: queste ricoprivano la coda a partire dalla sua base.

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Si ipotizza che agli albori pappagalli e passeriformi non fossero così distinti e formassero dunque un unico clade. Questo significa che vi è una stretta vicinanza tra questi due ordini, per via di un antenato comune vissuto quando i dinosauri si sono estinti. I più antichi fossili che senza dubbio sono attribuibili a pappagalli sono datati 50 milioni di anni e sono stati rinvenuti in diversi paesi europei. Va ricordato che in quel periodo il clima era sub tropicale in Europa. Fossili che appartengono a pappagalli moderni risalgono a circa 20 milioni di anni fa.
Arrivati a questo punto, le specie di pappagalli avevano ormai francamente consolidato i caratteri distintivi che li hanno resi unici tra le specie di uccelli sin dall’inizio della loro evoluzione. Sono dotati di un becco robusto e adunco capace di esercitare pressioni elevati. La capillare innervazione dello stesso perette al contempo l’esecuzione di movimenti fini e delicati. Altrettanta coordinazione è riservata alle zampe, la disposizione delle dita avanti e dietro 2 a 2 li definisce come zigodattili. Queste caratteristiche rendono i pappagalli abili arrampicatori e possono sfruttare gli arti inferiori anche per cibarsi. Infine, l’ordine dei pappagalli comprende specie dai colori più vari e sgargianti: un piumaggio di questo tipo è dovuto a particolarità strutturali della piuma che non si ritrovano in altri uccelli.
Oggi i pappagalli sono suddivisi in 3 superfamiglie, cioè gruppi di famiglie che condividono particolari caratteri distintivi e luogo d’origine. Si classificano infatti in Psittacoidea, Cacatuoidea e Strigopoidea.
Negli Psittacoidea ritroviamo i pappagalli più tipici, vengono infatti definiti i “veri pappagalli”. Sono specie che popolano diversi habitat tropicali e sub-tropicali in tutto il mondo, la maggior parte dei quali sono localizzati nell’emisfero sud. Tra specie comunemente note negli Psitaccoidea sono raggruppate le are, i conuri, i lori, gli ecletti, le amazzoni, il cenerino e l’ondulato.
Nei Cacatuoidea, come suggerisce il nome, sono raggruppate le varie specie di cacatua. Questi particolari pappagalli sono caratterizzati da una cresta erettile sulla sommità del capo che è parte integrante del loro linguaggio corporeo. La gamma di colori del piumaggio è ridotta per via della mancanza della cosiddetta “trama Dyck” che dona i colori blu e verde acceso ai loro cugini. Sono poi distinti dagli altri pappagalli anche per la presenza della cistifellea e da altri dettagli anatomici.

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Gli Strigopoidea sono tutti pappagalli neozelandesi caratterizzati da un elevato adattamento all’isola che li ospita. Uno di questi, il kakapo, ha addirittura perso la capacità di volare per via dell’assenza di predatori. La colonizzazione dell’isola da parte dell’uomo ha messo in serio pericolo queste specie introducendo animali domestici predatori come cani e gatti oltre a distruggerne l’habitat. Il kaka di Norfolk si è estinto a metà ‘800 per queste ragioni mentre il kakapo è sull’orlo dell’estinzione.
Fortunatamente nella storia l’incontro tra uomo e pappagallo non è sempre stato così disastroso. La figura del pappagallo è nota da millenni, nella cultura Moche (I-VII sec. DC, Perù) erano addirittura venerati ed oggi li ritroviamo raffigurati nelle produzioni artistiche di queste civiltà. Nella cultura occidentale si ritrovano sia nella letteratura greca che latina, rispettivamente nelle opere di Esopo e Ovidio. In ogni epoca e per secoli, l’interesse dell’uomo per i pappagalli nasce dalla loro capacità di imitare i suoni, dalla spiccata intelligenza e dalle colorazioni uniche. La naturale propensione a riprodurre il nostro linguaggio suscita anche oggi interesse e meraviglia, abbiamo quindi deciso di dedicare un articolo all’argomento, continuate a seguirci per saperne di più!
Concludendo: ai giorni nostri il rapporto uomo-pappagallo non si ferma a quello che si ha tra proprietario e pet ma passa anche per la salvaguardia e la conservazione delle specie. La legislazione è fondamentale a questo scopo ed ogni proprietario dovrebbe sempre disporre di tutti i documenti necessari per la detenzione. La tutela si basa anche da questi aspetti e unitamente alla riduzione degli sprechi mette nelle mani di ognuno di noi la salvaguardia di questi meravigliosi animali. Uno sviluppo sostenibile punta infatti alla conservazione della biodiversità. In essa sono comprese le centinaia di specie di pappagalli che hanno richiesto migliaia di anni per nascere: non possiamo permetterci di perderle.

 

L’evoluzione non poteva avvenire senza la nascita

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