-Caicchi- Pionites > cenni e consigli di un amico allevatore <

Mer 06, Giu, 2018
-Caicchi- Pionites > cenni

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I Pionites o caicchi, sono originari del Sud America e sono suddivisi in 2 specie: il caicco testa nera che conta due sottospecie e il caicco ventre bianco che ne conta tre.

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Si elencano dunque: Pionites melanocephalus, (caicco testa nera), Pionites melanocephalus pallidus (caicco testa nera giallo) Pionites leucogaster (caicco ventre bianco), Pionites leucogaster xanthomerius (caicco cosce gialle) e il rarissimo Pionites leucogaster xanthurus (caicco coda gialla). In natura si alimentano di frutti e fiori, l’alimentazione dei caicchi è più simile a quella dei lori rispetto a quella di altri pappagalli.

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Nel periodo riproduttivo si nutrono anche di insetti. Nel mio allevamento non fornisco mangime secco ma solo semi germinati miscelati appositamente per loro. Ai semi germinati aggiungo pastone per insettivori e lori. Aggiungo inoltre frutta e verdura a volontà con erbe prative e aromatiche giornalmente, ne vanno pazzi, bisogna però fare attenzione ad evitare piante per loro tossiche. Per non fare mancare gli acidi grassi, faccio preparare in farmacia una miscela di oli di palma, cocco, germe di grano ed extravergine di oliva.

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I caicchi maturano sessualmente a 2 anni, secondo la mia esperienza, ciò vale per tutte le specie. La cova dura 24-26. I piccoli se ben alimentari a 50-60 giorni escono dal nido.

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Per quanto riguarda l’aspettativa di vita non si hanno dati molto precisi. Io posseggo una femmina riproduttrice di 31 anni mentre un’amica siciliana ha una coppia riproduttrice di 38 anni. Le coppie da riproduzione sono alloggiate in gabbie 160x50x50 nel mio allevamento. Io ed altri allevatori abbiamo notato un minor successo riproduttivo utilizzando gabbie più grandi.

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Per quanto riguarda l’allevamento a mano, è molto importate sapere che hanno bisogno di moltissime proteine. Io non allevo a mano per principio, tuttavia in casi eccezionali devo intervenire e utilizzo dei prodotti specifici per pulli a cui aggiungo omogenizzati per bambini. La crescita è spettacolare, utilizzo inoltre acqua con camomilla come antibatterico. Le diverse specie differiscono per carattere. I caicchi testa nera sono molto territoriali, soprattutto nei confronti dei loro simili. I caicchi ventre bianco sono meno territoriali dei caicchi testa nera. Sono infatti molto sociali con tutto e tutti, così come i pallidus.

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Purtroppo non ho mai avuto l’occasione nella mia vita di vedere il caicco coda gialla.

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Esistono alcune mutazioni nei caicchi, la principale è la mutazione blu. In Italia non vi sono esemplari, forse in europa ne esistono, ma non è stato mai verificato e ne vi sono fonti attendibili.

Il maggior numero di esemplari mutati viene allevato in Australia, e sono una mutazione derivata dal Palido.

Tartari Cristian, allevatore di caicchi.

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Molteplici sono i quesiti posti ad un medico veterinario, eccone alcuni

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Mar 15, Mag, 2018
Il parere del Dott. Marco Mart

Il parere del Dott. Marco Martini Medico veterinario su Alex e Pixel

AAA PAPPAGALLI

Da circa un anno seguo come medico veterinario due esemplari di pappagallo grande alessandrino (Psittacula eupatria) della signora Katia Danieli. La peculiarità di Axel e Pixel – questi i loro nomi – è che sono due personaggi pubblici, nel senso che il loro “lavoro” è quello di assistere Katia in quella che viene definita AAA (Attività Assistita con Animali) presso asili, scuole, case per anziani e con persone con disabilità di vario con genere. Va precisato che non è corretto parlare di Pet therapy con i pappagalli, in quanto la normativa vigente in materia non prevede l’impiego di psittaciformi, pertanto la terminologia che userò rimarrà attinente a questo aspetto.
Trattandosi di una attività peculiare, che va bel oltre il concetto tradizionale di pet, è chiaro che i soggetti destinati a questo uso devono essere gestiti con maggior riguardo.

Il parere del Dott. Marco Martini Medico veterinario su Alex e Pixel

Innanzitutto, devono essere animali estremamente docili e sociali, il che implica delle particolari attenzioni durante la fase di allevamento che ricade nel periodo sensibile di “imprinting”: Alex e Pixel sono soggetti allevati a mano, in condizioni ambientali che hanno fatto sì che siano sociali in maniera spontanea con gli esseri umani. Ovviamente il fine di questo è non arrecare stress a loro nella fasi di viaggio e di contatto col pubblico, permettendo loro di essere a pieno agio in mezzo alla gente e di esprimere la loro socialità con tutti. Alla fase di imprinting è comunque seguito un “addestramento” continuo al fine di stimolare continuamente i loro rapporti con altri pappagalli e con gli umani.
In seconda battuta, la loro conduttrice ha seguito corsi per diventare coadiutore nelle AAA presso l’IZS delle Venezie di Padova, acquisendo i requisiti tecnici e legali presso una struttura riconosciuta a livello nazionale, per gestire tale attività con competenza e professionalità e secondo i termini di legge.

Il parere del Dott Marco Martini Medico veterinario su Alex e Pixel

(in foto il dott. Martini Marco con uno dei suoi esemplari)

Il parere del Dott Marco Martini Medico veterinario su Alex e Pixel

Infine, dal punto di vista sanitario, animali messi spesso a contatto con le persone devono necessariamente essere controllati in modo costante. Qui entra in gioco il ruolo del veterinario, che deve monitorare, oltre agli aspetti psicologici dei pazienti, la loro salute in senso stretto. Nello specifico, vanno messi in atto una serie di controlli per garantire l’assenza di patologie infettive o parassitarie che possano minare la salute degli animali stessi e delle persone con le quali vengono in contatto, in quanto i pappagalli possono anche veicolare zoonosi. Axel Pixel vengono condotti a cadenza trimestrale presso il mio ambulatorio per una visita clinica, e a cadenza periodica vengono sottoposti ai seguenti esami diagnostici:
– Esame coprologico per la ricerca di forme infestive di parassiti quali elminti e coccidi, a cadenza semestrale;
– Esame batteriologico e citologia con apposite colorazioni (Gram, Diff quick, Ziehl neelsen) da feci per la valutazione microbiologica del contenuto intestinale e la ricerca di patogeni sistemici, a cadenza semestrale;
– Ricerca di Salmonella spp. (potenziale zoonosi) dalle feci a cadenza annuale;
– Ricerca di Chlamydophila (altra potenziale zoonosi) dalle feci a cadenza annuale.
– Da giovani inoltre sono stati sottoposti anche alla ricerca di Polyomavirus.

Il parere del Dott Marco Martini Medico veterinario su Alex e Pixel

Dott Marco Martini
Medico veterinario pos. Albo 377 TV

Se ti sei perso l’articolo “VOLIAMO ESAGERARE”  ecco il link, leggilo prima di questo

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Mar 15, Mag, 2018
“Voliamo Esagerare”

“Voliamo Esagerare” (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

Presentazione del progetto:

Mi chiamo Katia Danieli, abito in un piccolo paese vicino al Piave, un luogo immerso nel verde e popolato da molti animali selvatici quali aironi, volpi, tassi e lepri. Gli animali sono la mia passione, da sempre ho condiviso la mia casa con gatti cani ed uccelli, di varie specie, dalle rondini cadute dal nido ai merli allevati a mano, ma anche tordi, civette e persino un picchio verde. Le creature che però da sempre mi hanno affascinato maggiormente sono i pappagalli: colorati, maestosi, intelligenti e con il dono della parola. Quando si dice “gli manca la parola”, beh, i pappagalli hanno anche quella.

"Voliamo Esagerare" (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

“Voliamo Esagerare” (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

Qualche anno fa ho osservato la mia anziana madre (affetta da demenza frontale che porta a perdite di equilibrio) interagire col suo piccolo amico, un agapornis. L’inseparabile stava sempre con lei, senza mai abbandonarla. Ho quindi notato quanto questo piccolo uccellino stesse facendo per lei che, costretta a stare seduta per lunghi periodi, finiva per passare molto tempo in solitudine. Il pappagallino dormiva quando lei dormiva e giocava quando lei era sveglia, ricoprendola di baci e attenzioni. Ho potuto osservare come lei si sentisse meno sola, infatti sin dal mattino il pappagallino la aspettava in soggiorno e la accoglieva con un vivace volo sulla spalla, non lasciandola fino a sera.
Da qui l’intuizione: se avessi potuto portare i pappagalli dalle persone che in qualche modo vivono situazioni di disagio, avrei generato felicità. Sono quindi entrata in contatto con un medico di Cavedine (TN) che aveva già intuito il potenziale dell’interazione con animali nella casa di riposo di cui era il direttore sanitario. Da qui è nata l’dea di creare un progetto di “Attività Assistita con Animali” (AAA) con i pappagalli, da realizzare non solo a favore di persone anziane, ma anche con bambini e adulti disabili e tutti coro che in qualche modo avrebbero tratto beneficio dalla vicinanza con questi animali.

"Voliamo Esagerare" (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

“Voliamo Esagerare” (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

Nasce così “Voliamo Esagerare”, un progetto di AAA con i pappagalli dove gli uccelli non si mostrano in semplici esibizioni, ma interagiscono direttamente con le persone creando un clima di grande serenità e coinvolgimento.
L’Attività Assistita con Animali non è un lavoro semplice, specialmente se fatto con i pappagalli vista la forte personalità. Sono animali sensibili e fragili ma allo stesso tempo maestosi e capaci di legarsi a doppio filo con un compagno umano, in alcuni casi a tal punto da morirne per il distacco.
Lavorare con pappagalli e bambini è come lavorare con due anime simili. Il pappagallo deve essere infatti allevato quasi con le stesse attenzioni che si dedicano ad un bambino, affinché si crei in lui un corretto equilibrio psichico e sia dunque capace di fidarsi completamente dell’uomo. In questa condizione accetterà il contatto con tutti senza essere spaventato, al contrario, sarà completamente fiducioso dell’essere umano.
Voliamo Esagerare lavora già da 4 anni con grande successo sul territorio con laboratori tenuti presso scuole, asili nido, scuole dell’infanzia, case di riposo e cooperative per disabili. I protagonisti principali sono due esemplari di grande alessandrino (Psittacula eupatria): Alex e Pixel.

"Voliamo Esagerare" (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

“Voliamo Esagerare” (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

Dopo 4 anni di sperimentazione possiamo affermare che si tratta di animali assolutamente eccezionali per questo tipo di lavoro. Tuttavia non ci si può improvvisare coadiutore di animali per AAA, bisogna essere preparati e soprattutto avere un rapporto speciale il proprio compagno. Il pappagallo, in particolare, invia molti segnali attraverso il corpo e bisogna essere in grado di leggerli, affinché non si manifestino disagi per l’utente, l’animale o i pazienti.
I pappagalli, inoltre, sono acuti osservatori in grado di percepire l’umore delle persone, di preferire determinate stanze rispetto ad altre, di provare simpatia per determinate persone e anche di percepire la paura che qualcuno può avere verso di loro. In quest’ultimo caso, non sembrano darsi pace fino a che la persona in questione non supera la sua paura, accettandoli. Parlo per esperienza personale, anche se per molte cose mi chiedo come facciano.
Se non conoscessimo il nostro amico pappagallo fino in fondo, cercare di farlo collaborare sarebbe assolutamente inutile. Penso infatti che siano gli animali più testardi ed impazienti al mondo, bisogna quindi saper leggere attentamente tutti i segnali che lanciano ed essere pronti a capire quali siano le cose che possono infastidirli o persuaderli al fine di ottenere la massima collaborazione.
Il coadiutore sta molto attento all’animale e in particolare a come si approcciano ad esso i pazienti, per essere un mediatore perfetto, pronto ad intervenire in qualsiasi momento. Queste particolari attenzioni non sono necessarie per la pericolosità del pappagallo in sé, servono piuttosto a regolare movimenti ed atteggiamenti della persona che si relaziona con lui.

"Voliamo Esagerare" (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

“Voliamo Esagerare” (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

La cosa stupenda di questo lavoro è proprio il poter aiutare le persone a cogliere, comprendere e rispettare un animale così particolare e intelligente, che pur nelle sue fragilità accetta e gioisce di stare appollaiato sul braccio di uno sconosciuto, fidandosi completamente di chi lo accoglie.
Un altro aspetto importante è la necessità di monitorare il pappagallo in tutto e per tutto, a partire dalla sua salute, con esami di routine specifici che lo rendono idoneo al contatto con persone che possono avere problemi di salute. Per questa ragione in un progetto di AAA è richiesta sia la figura del veterinario che dell’etologo, professionisti che possono valutare le condizioni psicofisiche del pappagallo prima e dopo le attività, anche per escludere la presenza di eccessivo stress.
L’universo dei nostri amici pennuti è infinito e meraviglioso, pieno di sorprese ed anche un po’ faticoso da esplorare, serve pazienza. In ogni caso, si tratta di esperienze colme di soddisfazioni, amore, coccole, baci, piume e giochi. Ogni tanto osservo Alex e Pixel giocare con mio figlio. Lui, come a dimenticarsi di loro, corre, si alza e si abbassa alla velocità della luce, mentre i pappagalli sulla sua spalla si ergono come due cavalieri su un cavallo imbizzarrito, seguendone con il corpo i movimenti, senza mai staccarsi o stancarsi, felici, in un turbine di emozioni da provare.

Katia Danieli

"Voliamo Esagerare" (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

“Voliamo Esagerare” (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

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GRANDE ALESSANDRINO
Psittacula eupatria
L’ESPERIENZA DI UN ALLEVATORE

Il grande alessandrino prende il nome da Alessandro Magno in quanto sembra sia stato lui ad importarlo in occidente. Sono un allevatore di Psittacula eupatria da trent’anni, è uno degli psittacidi che preferisco per via della sua eleganza e del carattere mite. Si tratta di un ottimo allevatore, accudisce infatti la prole senza problemi, ama molto frutta e verdura ed è molto curioso, assaggia tutto quello che viene messo a disposizione. Per un corretto mantenimento richiede una buona miscela di semi poveri di grassi e ampie voliere, dove è uno spettacolo vederlo volare. Oltre alla specie nominale vi sono altre 4 sottospecie, la più grande la nipalensis che può raggiunge anche i 60 cm di lunghezza. È un pappagallo che si adatta molto bene alla convivenza con l’uomo, grazie al carattere docile e alla sua curiosità diventa un ottimo parlatore. Quando si ha a che fare con soggetti giovani è bene evitare di esporli a rumori forti, gli spaventi possono traumatizzare i soggetti così da renderli paurosi e schivi. Bisogna infatti avere pazienza per allevare soggetti socievoli e giocherelloni.

"Voliamo Esagerare" (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

“Voliamo Esagerare” (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

Sono animali che se mantenuti in condizioni ottimali possono raggiungere i 30 anni di vita.
Poche righe per descrivere una specie favolosa,
il GRANDE ALESSANDRINO.

Maurizio Bavaresco

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Il parere delle Insegnanti:
Sono ormai quattro anni che la Scuola dell’Infanzia “Madonna di Lourdes” di Fossalta di Piave aderisce al progetto “Voliamo Esagerare” che vede come protagonista, assieme ai bambini, il pappagallo Alex.
Le dinamiche relazionali che si sono instaurate tra Alex e i bambini hanno aperto la strada, fin dal primo incontro, verso un importante percorso di crescita. In un primo momento si potevano percepire chiaramente incertezza e diffidenza, considerando che l’animale con cui i bambini si stavano approcciando non era di certo familiare, specialmente all’interno del contesto scolastico. Successivamente, però, sono state organizzate attività di gioco strutturato come la costruzione di trespoli dove Alex poteva posizionarsi, giocare con fili di perline preparate dai bambini, mangiare i semini e, in alternanza, momenti di scambio e interazione liberi, dove il pappagallo aveva la possibilità di muoversi secondo la sua volontà, scegliendo a chi avvicinarsi.

“Voliamo Esagerare” (un progetto che fa la differenza) di Katia Danieli

Un bellissimo gioco che è stato inventato grazie alla naturalezza e alla spontaneità nella relazione con l’animale è “il gioco della scaletta”, dove Alex passa di braccio in braccio nei bambini posizionati in cerchio, a volte anche soffermandosi in veri e propri momenti di affetto come carezze e baci.
Il rapporto di fiducia, in questo modo, è diventato sempre più importante e profondo: i bambini hanno capito che mantenendo un comportamento calmo, pacato, con un tono di voce basso , senza movimenti bruschi o scattosi, danno la possibilità ad Alex di avvicinarsi a loro in modo naturale.
Ecco che bambini e pappagallo hanno progressivamente costruito un importante rapporto basato sulla fiducia e sul rispetto reciproci.

le insegnanti

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Relazione sul progetto “VOLIAMO ESAGERARE” realizzato da M. Katia Danieli presso l’Asilo nido bilingue “Sol LeWitt”

link ——-> Relazione progetto VOLIAMO ESAGERARE

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Nel prossimo articolo il parere del Dott. Marco Martini Medico veterinario pos. Albo 377 TV

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Lun 26, Mar, 2018
Pappagallo smarrito: cosa fare

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Una delle paure più grandi di ogni proprietario di pappagallo è quella di vederlo fuggire, col grosso rischio di non ritrovarlo più. Purtroppo la possibilità di una fuga c’è sia con pappagalli allevati a mano che non. Un pappagallo allevato a mano può infatti fuggire a causa di un semplice spavento, portandolo lontano dall’area che conosce e impedendogli di ritrovare la strada di casa. Sicuramente un buon legame con un animale ben addestrato aiuta a prevenire le fughe ma la certezza assoluta, purtroppo, non si potrà mai avere. L’utilizzo di una pettorina è una garanzia sufficiente a prevenire fughe imprevedibili. Bisogna tenere a mente che nemmeno i pappagalli allevati naturalmente, se liberi, non sono in grado di procurarsi il cibo in modo efficiente. In libertà vi sono inoltre diversi rischi, soprattutto in ambiente urbano (vetri, auto, cavi etc), senza contare la presenza di predatori come felini o corvidi. Bisogna dunque affrettarsi e ricorrere a tutte le misure utili a massimizzare le probabilità di un ritrovamento.

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Dopo una fuga, l’area da tenere monitorata è indicativamente di 1.5-2Km intorno al punto di partenza. In questo perimetro è utile piazzare dei volantini che permettano di identificare chiaramente il fuggitivo e forniscano un contatto con il proprietario. Si consiglia sempre di indicare che la detenzione irregolare di animali protetti dalla convenzione CITES è pesantemente sanzionabile, in modo da scoraggiare coloro che possano pensare di adottare il pappagallo ritrovato. Infine, una ricompensa è certamente utile ad aumentare le probabilità di un ritorno a casa del pappagallo. Volantini e simili possono essere strategicamente posizionati presso luoghi di aggregazione (scuole, chiese etc..) ma anche presso ambulatori veterinari e negozi di animali. La rete e i social network sono un atro metodo molto efficace per rintracciare i pappagalli smarriti. A tal proposito, su Facebook, esistono appositi gruppi dedicati alla ricerca di animali smarriti: il consiglio è quello di trovare quello relativo alla propria zona di residenza e pubblicare un annuncio con le stesse indicazioni consigliate per il volantino cartaceo. C’è infine la possibilità di avvertire il centro CITES competente per il territorio denunciando la fuga tramite gli estremi per l’identificazione del pappagallo, dunque numero di anello e/o microchip.

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Contemporaneamente a quanto detto, si può anche iniziare a cercare il pappagallo fuggito, soffermandosi in modo particolare nelle aree verdi. Se la fuga avviene verso sera è molto difficile arrivare un risultato al buio, il consiglio è quello di cominciare la ricerca all’alba del giorno dopo. In generale, mattino e sera sono i momenti migliori per la ricerca, in quanto i pappagalli sono più attivi e potrebbero scendere dai punti più alti per cercare cibo o comunque vocalizzare ed essere localizzati. Si può cercare di chiamare il proprio pappagallo, se allevato a mano, in alternativa risulta molto utile l’utilizzo di suoi simili come richiamo. Questo metodo permette spesso di localizzare i pappagalli fuggiti che rispondono ai rispettivi richiami, a volte è addirittura sufficiente perché ritornino dal padrone o nei pressi della gabbia che contiene il richiamo. Nel caso dei pappagalli allevati a mano è possibile utilizzare anche giochi o cibi particolarmente graditi. Col passare dei giorni la probabilità di un ritrovamento cala drasticamente. Un pappagallo in fuga da molto tempo potrebbe risultare più semplice da catturare se indebolito. Bisogna però sempre tenere presente il fattore stress che può essere letale in animali molto debilitati. In qualsiasi situazione, dunque, è bene cercare di optare per il sistema di cattura o recupero meno stressante per il pappagallo. In alcuni casi può essere necessario l’intervento dei vigili del fuoco, soprattutto se l’animale rimane bloccato a grandi altezze. Se il pappagallo è dotato di anello o addirittura pettorina non si può escludere che possa rimanere intrappolato su alberi o strutture, in tal caso va localizzato in breve tempo vista la totale impossibilità di bere ed alimentarsi.

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Purtroppo il ritrovamento spesso non si verifica o si verifica nel peggiore dei modi… Tuttavia qualora si verificasse è bene accertarsi velocemente dello stato apparente di salute, in particolare lo stato di nutrizione e se vi sono ferite o fratture. In seguito al ritorno a casa, lasciare l’animale in totale tranquillità e fornire immediatamente acqua e cibo, se molto debilitato è possibile sfruttare una camera calda. Se l’animale non si alimenta o vi sono vistose ferite o fratture è bene portarlo dal veterinario aviare di riferimento poiché necessiterà probabilmente di terapia intensiva. Se il pappagallo si alimenta e non presenta danni vistosi si può procedere con più calma, tuttavia una visita nei giorni successivi è comunque consigliata. L’ambiente infatti non minaccia il nostro pappagallo solo dal punto di vista della fame e dei traumi ma anche con agenti infettivi e parassiti, certamente meno appariscenti.

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Pappagallo smarrito: cosa fare?

Insegniamo ai nostri Pappagalli ad indossare la Pettorina—->>> http://www.parrotsforfriends.com/?p=979   

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Lun 05, Mar, 2018
Le FAQ al veterinario, parte 1

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Ho comprato un nuovo pappagallo, come mi devo comportare?
Durante la compravendita è possibile chiedere all’allevatore o al venditore se si appoggia ad un medico veterinario e dunque se sono state effettuate analisi diagnostiche o sessaggio sull’animale. In caso non siano stati effettuati, degli esami per la ricerca di patologie come circovirosi, poliomavirosi e clamidiosi risultano particolarmente utili, soprattutto se ci sono già altri pappagalli in famiglia, per prevenire contagi. Anche in assenza di altri pappagalli il test per la ricerca della clamidia è utile trattandosi di una patologia che può essere trasmessa anche all’uomo. Una prima visita è tanto più consigliata quanto poche sono le informazioni sullo stato sanitario del pappagallo al momento dell’acquisto. In attesa di esiti di esami o comunque prima dell’introduzione è consigliabile tenere il nuovo arrivato in quarantena.

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Meglio maschio o femmina?
La scelta del sesso di un pappagallo può condizionare la sua vita di animale domestico, anche se l’intenzione non è quella di farlo riprodurre. Infatti, in base alla specie i diversi generi possono avere aspetti caratteriali diversi, in particolare spesso la femmina si dimostra più territoriale e questo può portare a problemi nella relazione col proprietario ed altri animali conviventi. Inoltre, le femmine possono andare incontro a problemi legati all’ovodeposizione. Soprattutto quando un pappagallo femmina identifica il proprietario come partner, è possibile che inizi a deporre uova non desiderate. Queste deposizioni, come quelle di origine naturale, possono portare a distocia e dunque alla ritenzione dell’uovo. In alcuni casi, la deposizione può diventare cronica e indebolire così molto l’animale. Vi sono ovviamente dei rimedi quali la salpingo-isterectomia preventiva (sterilizzazione) o l’applicazione di impianti ormonali sottocutanei a base di suprelorin. Da questo punto di vista sarebbe dunque meno problematico acquistare un maschio, anche se a volte il dimorfismo sessuale può far desiderare in modo specifico un esemplare femmina (l’ecletto ad esempio). Inoltre, spesso in sede di acquisto il sesso dell’animale non è noto, a tal proposito è sempre consigliabile eseguire un sessaggio molecolare o endoscopico per conoscere il sesso del proprio animale, informazione molto utile soprattutto in situazioni di emergenza.

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Sono necessari controlli periodici?
Assolutamente si. Delle visite periodiche dal veterinario aviare sono la migliore garanzia per una vita lunga e sana. Un controllo annuale può consistere in una semplice visita clinica ed esame delle feci se non vi sono particolari problematiche. A discrezione del veterinario può inoltre essere eseguito un esame emocromocitometrico e/o biochimico del sangue, per valutare lo stato immunitario e metabolico dell’organismo.

Il mio pappagallo non sta bene, cosa posso fare?
Portarlo dal veterinario. Purtroppo non vi sono alternative, pena l’assunzione di un rischio enorme che può portare anche alla morte dell’animale. Come per tutti gli uccelli la manifestazione di sintomi conclamati corrisponde ad uno stato patologico già grave, infatti in natura l’abitudine è quella di nascondere il malessere il più a lungo possibile come difesa verso i predatori. Se nell’immediato non è materialmente possibile trasportare l’animale o il veterinario non è reperibile ci sono alcune misure che possono far guadagnare tempo (ma MAI sostituire una visita di un professionista). Se disponibile, porre l’animale in una camera calda ad una temperatura di circa 30 gradi. Si può registrare il peso del pappagallo con una bilancia per alimenti e magari confrontarlo con dati passati per capire se sta dimagrendo, l’informazione tornerà poi utile al veterinario. Se il pappagallo non mangia è possibile somministrare delle imbeccate con prodotti da imbecco tramite sondino, meglio se studiati appositamente per l’età e la specie. Come indicazione per la dose valutare circa il 10% del peso corporeo. Il consiglio è di somministrare questi pasti solo se confidenti con la pratica dell’imbecco, altrimenti è sconsigliato. NON somministrare alcun farmaco, nemmeno dopo una ricerca su internet, molto spesso il fai-da-te può avere esiti tragici. Se si osservano feci anomale è possibile raccoglierle così che il veterinario possa analizzarle in un secondo momento. Infine si ricorda che descrivere per telefono i sintomi al veterinario può essere utile per ricorrere a misure temporanee aggiuntive, ma non può permettere al medico di definire né diagnosi né terapia, la visita resta imprescindibile.

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Qual è l’alimentazione migliore?
L’alimentazione perfetta per un pappagallo sarebbe quella che la sua specie ha in natura. A volte è possibile riprodurla, sia per quanto riguarda la reperibilità del cibo che per il tempo di preparazione. Altre volte invece questo non è possibile ma ci sono valide soluzioni alternative. Gli estrusi costituiscono un alimento completo e in linea teorica possono da soli soddisfare i fabbisogni nutrizionali di un pappagallo. Si deve solo prestare attenzione alla scelta del prodotto più indicato per la specie e, se non ci sono richieste particolari, puntare su un prodotto studiato per il normale mantenimento. Addizionare frutta e verdura fresca è senza dubbio utile, sia dal punto di vista nutrizionale che di arricchimento ambientale. Anche i semi possono essere somministrati ma con moderazione, certamente una dieta basata solo su questi ultimi è dannosa per quasi ogni pappagallo sul lungo termine. Un’altra valida integrazione è costituita da una miscela di cereali e legumi. Questi possono essere lasciati ammollo in acqua per 12-24h e poi passati in microonde per 2 minuti. La combinazione degli alimenti sopra citati può costituire una buona dieta di mantenimento per molte specie di pappagallo, è però consigliabile chiedere un parere esperto per ogni particolare caso (e soprattutto specie).

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Le FAQ al veterinario, parte 1 (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Quali sono le dimensioni consigliate per la gabbia/voliera?
In generale, tanto più spazio possiamo dedicare alla gabbia del nostro pappagallo e meglio è. Non esistono vere e proprie dimensioni minime in quanto tutto va calibrato in base alla gestione. Un pappagallo che passa la maggior parte del tempo fuori dalla sua gabbia non ha necessità di dimensioni esagerate. Al contrario se si dispone poco tempo è bene che la gabbia possa permettere all’animale di volare, in caso di grossi pappagalli si parla dunque di voliere esterne. In ogni caso, si consiglia una gabbia che come minimo permetta all’animale di estendere completamente le ali. Per maggiori informazioni puoi leggere il nostro articolo dedicato ad alloggio ed accessori.

Quando parliamo di C.I.T.E.S. di cosa stiamo parlando?

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Sab 03, Mar, 2018
Il piumaggio e la muta dei pap

Il piumaggio e la muta dei pappagalli

I pappagalli, come tutti gli uccelli, dispongono di annessi cutanei ben più specializzati dei peli dei mammiferi: le piume. Si tratta di strutture di cheratina forgiate dall’evoluzione per avere diverse funzioni. Sono isolanti e permettono ai pappagalli di mantenere temperature corporee che superano i 40 gradi. Il tipo principale di piuma che determina questa caratteristica è il piumino, prossimo alla cute. Le piume sono inoltre leggere ma resistenti, permettendo così ai pappagalli di volare (penne remiganti e timoniere) garantendo una protezione totale della cute dagli agenti esterni (piume copritrici). Per ogni tipologia, comunque, la struttura base della piuma è sempre la stessa. Si parte dalla radice, infissa nella cute, dalla quale si prolunga il calamo, la “base” della piuma ancora libero dal vessillo. Il vessillo si ancora al rachide che percorre la piuma per tutta la sua lunghezza. Il vessillo è la parte “colorata” della piuma e va a comporre la livrea degli uccelli. Si tratta in realtà di un reticolato, microscopicamente infatti dal rachide dipartono le barbe, le quali a loro volta si dividono in barbole. Le barbole sono dotate di piccoli uncini che si agganciano con quelli di altre barbole, formando così la superficie uniforme delle piume. Anche un piccolo parrocchetto dispone dalle 2000 alle 3000 piume nella sua livrea.

Il piumaggio e la muta dei pappagalli

Il piumaggio e la muta dei pappagalli

Le piume sono sottoposte a grande stress meccanico in ogni situazione della vita di un pappagallo, devono quindi essere rinnovate oltre un certo limite di tempo. Alla base di tutto, ogni follicolo gestisce la crescita della relativa piuma in base agli stimoli ormonali ricevuti dall’organismo del pappagallo. Questo controllo è particolarmente preciso, nulla è lasciato al caso, è naturale considerata l’importanza che hanno queste strutture. La perdita accidentale di una remigante provoca la perdita e la ricrescita della remigante corrispondente, così da non sbilanciare il volo. Anche la sostituzione completa del piumaggio, la muta, avviene rispettando regole ben precise. Il piumaggio costituisce il 10% del peso di un pappagallo, tre volte il peso dello scheletro. Visto il grande dispendio di energie e nutrienti per produrre tutte queste piume, la muta non può sovrapporsi al periodo riproduttivo, altro periodo critico nella vita del pappagallo. L’organismo di un pappagallo in riproduzione infatti, stimolato dall’allungarsi delle giornate, in quel momento attiva massimo gli organi sessuali e riduce la funzionalità della tiroide, responsabile della muta. Al contrario, l’accorciarsi delle giornate sopprime l’attività degli organi sessuali e stimola l’attività della tiroide. In questo modo la muta non si sovrappone al periodo riproduttivo e infatti, generalmente, lo segue.

Il piumaggio e la muta dei pappagalli

Il piumaggio e la muta dei pappagalli

Il momento della muta richiede quindi la massima efficienza organica del nostro pappagallo. Si capisce quindi come questa possa essere interrotta o addirittura saltata per colpa di stati patologici. Un pappagallo malato può rallentare di molto la sua muta. Lo stato del piumaggio inoltre è indicativo della salute di organi come il fegato: molte delle alterazioni che si possono osservare possono essere ricondotte a problemi epatici.

Il piumaggio e la muta dei pappagalli

Il piumaggio e la muta dei pappagalli

I pappagalli in cattività tuttavia non sono soggetti a stimoli luminosi naturali, né tanto meno a temperature fedelmente stagionali. Questo fa si che la muta non sempre sia regolare e che in generale il ricambio delle piume sia distribuito lungo tutto l’anno, avendo comunque un periodo più intenso dove vengono sostituite le penne più grandi. In questi periodi, ben identificabili dal proprietario, è opportuno che il pappagallo sia alimentato al meglio, con cibi ricchi di calcio e vitamina A. Allo stesso modo è bene che non sia esposto a correnti d’aria, particolarmente dannose durante la muta. Non è pericoloso tanto il freddo in senso assoluto, quanto le escursioni termiche e le correnti d’aria. Un pappagallo può vivere tranquillamente all’esterno anche in inverno, basta che l’organismo abbia avuto modo di adattarsi alla situazione. In particolare, gli accumuli di grasso e il momento della muta devono aver seguito naturalmente il passaggio di stagione, così che il pappagallo possa superare l’inverno senza problemi.

Esistono delle regole per la detenzione dei pappagalli;

scopriamo quali sono:

“C.I.T.E.S.” Regole per la detenzione dei pappagalli ——>>> http://www.parrotsforfriends.com/?p=757

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Gio 25, Gen, 2018
L’autodeplumazione nei pappa

L’autodeplumazione nei pappagalli (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

-Come comportarsi, e quali possono essere le cause di questo Fenomeno-

L’autodeplumazione nei pappagalli spesso nella pratica clinica il veterinario si imbatte in pappagalli che soffrono di autodeplumazione.
La presentazione di questo sintomo può avere così tate cause che il veterinario stesso ha difficoltà ad individuare quella corretta, anche perché ne possono coesistere più di una per lo stesso animale. Partiamo dal presupposto che l’autodeplumazione non è altro che l’aberrazione di un normale comportamento dei pappagalli: la fisiologica cura del piumaggio, cioè lisciatura e pulizia. Quando un fattore mina l’equilibrio del benessere psicofisico di un pappagallo, questo può andare incontro ad autodeplumazione.

Una causa tutto sommato non grave e relativamente facile da escludere (per un veterinario specializzato) è quella parassitaria. I pappagalli possono infatti essere infestati da acari e pidocchi che lo inducono a deplumarsi a causa della loro azione irritante. I parassiti cutanei non sono gli unici che possono causare autodeplumazione, possono infatti esserne causa scatenante anche parassiti intestinali come ad esempio giardia. La cute dei pappagalli può essere inoltre attaccata sia da vari batteri e miceti, anche in questo caso l’irritazione dovuta all’infezione può portare il pappagallo a strapparsi le piume. Si segnala che solitamente le infezioni sono secondarie e subentrano quindi come complicanze di un fattore primario (traumi, malnutrizione, scarso igiene, immunosoppressione etc..).

L’autodeplumazione nei pappagalli (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

L’autodeplumazione nei pappagalli (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Un altro fattore da tenere in considerazione è quello alimentare. Un’alimentazione carente o sbilanciata porta molto facilmente ad alterazioni del piumaggio. Il segno più precoce è rappresentato dalle “stress bars”, cioè linee di colore scuro che segnano per la larghezza le piume. Questa singola condizione solitamente non porta il pappagallo ad autodeplumarsi. In casi di malnutrizione estremi però, lo stato di penne e cute può risultare così alterato da indurre l’animale a rovinarsi ulteriormente il piumaggio. In alcuni casi, anche quando l’alimentazione è bilanciata, possono verificarsi reazioni avverse a determinati alimenti. Questa sorta di “allergia” può avere ripercussioni sulla cute, irritandola e inducendo quindi il pappagallo a strapparsi le piume.
Una patologia che molto spesso porta i pappagalli a deplumarsi è la polifollicolite. Si tratta di una condizione patologica, di cui non è chiara l’origine, in cui da un singolo follicolo crescono diverse piume, solitamente alterate. La presenza di diversi follicoli alterati è causa di grande fastidio per il pappagallo, che solitamente depluma le aree del corpo interessate (di solito: fianchi, groppone, collo ventrale). Si sottolinea tuttavia come molte altre patologie possono portare il pappagallo a deplumarsi, come semplice manifestazione del malessere che patiscono. Questo malessere, dunque, non è necessariamente di origine dermatologica ma può derivare anche da altri organi e apparati.

L’autodeplumazione nei pappagalli (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

L’autodeplumazione nei pappagalli (A cura del Dr. Lorenzo Bassi)

Tra le cause mediche di autodeplumazione si menzionano per ultime, non per importanza, le infezioni virali da circovirus e poliomavirus. Entrambe sono causa di grande malessere e immunodepressione per i nostri pappagalli, facilitando ogni altra concausa della deplumazione menzionata fino ad ora. In più, purtroppo, entrambe le infezioni possono portare a pesanti alterazioni del piumaggio, rendendone molto probabile lo strappamento e molto stentata la ricrescita. Si tratta di patologie infettive molto gravi, contagiose e per le quali non c’è cura, sarebbe sempre consigliato un test per entrambe prima dell’introduzione di nuovi soggetti in casa o in allevamento.
Esistono putroppo anche cause non mediche, di carattere puramente psicologico. I nostri pappagalli sono animali molto intelligenti e perciò alcune situazioni possono frustrarli a tal punto da presentare il comportamento anomalo della deplumazione. Soprattutto per questo aspetto è necessario che le informazioni date al veterinario siano precise e complete. A volte si riesce ad identificare la fonte di stress che ha scatenato l’autodeplumazione e il problema viene risolto. In altri casi, soprattutto se cronici, la risoluzione della causa non ferma la deplumazione, che è dunque diventato un “vizio” permanente. Quindi, quando si verificano bruschi cambiamenti nella vita dell’animale come variazione delle abitudini di attività, di alloggio o interazioni è importante riportare al più presto il pappagallo nella situazione originale, prima che la deplumazione perda la correlazione con la causa scatenante. In casi selezionati, il veterinario può addirittura ricorrere all’impiego di psicofarmaci.
Concludendo, si sottolinea nuovamente quanto l’autodeplumazione sia un problema complesso, sia per cause che per soluzioni. Queste ultime, spesso, possono richiedere davvero molto tempo e costanza da parte del proprietario, affiancato dal medico veterinario.

Approfondiamo con l’articolo”Utilizzo dei Farmaci nei Pappagalli” (a cura del Dott. Lorenzo Bassi) ————->>> http://www.parrotsforfriends.com/?p=1196

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Dom 21, Gen, 2018
IBRIDAZIONE NEI PAPPAGALLI (In

Ibridazione nei pappagalli

Uno degli argomenti interessanti non può essere che l’Ibridazione dei Pappagalli;

Tra alcune specie di pappagalli è possibile effettuare incroci, in base alla vicinanza genetica delle due specie. Questo fenomeno ha suscitato da sempre l’attenzione degli allevatori che hanno sperimentato varie combinazioni al fine di ottenere animali di nuove colorazioni o per spostare le mutazioni da una specie all’altra. L’ibridazione è certamente oggetto di acceso dibattito, poiché si tratta di alterare il patrimonio genetico di una specie andando a perdere il genotipo selvatico. Viene persa dunque la funzione di conservazione che ha l’allevamento di queste specie in cattività. Perciò, in questo articolo andremo a descrivere semplicemente il fenomeno, a titolo informativo, evidenziando alcuni tra i più famosi esempi.

ibridazione nei pappagalli ibridi incroci

Ibridazione nei pappagalli

Quando si incrociano due differenti specie è possibile ottenere ibridi o meticci in base alla somiglianza genetica dei due genitori. Se invece le specie sono molto distati dal punto di vista genetico, è impossibile ottenere incroci. In particolare si parla di ibrido quando la prole è sterile, si hanno invece meticci quando questa può a sua volta riprodursi. Per comprendere meglio il concetto si pensi a quanto accade negli inseparabili, genere Agapornis. Questo gruppo di specie comprende i cosiddetti “occhiocerchiati” (A. fischeri, personatus, lilianae e nigrigenis) e altre specie, tra cui l’A. roseicollis. Incrociando un roseicollis con uno qualsiasi degli occhiocerchiati si otterranno ibridi dalle caratteristiche intermedie e sterili.

Questo perché gli occhiocerchiati appartengono ad un ceppo evolutivamente distante dal roseicollis. Accoppiando invece due occhiocerchiati (ad es. un personatus ed un fischeri) si otterranno dei meticci fertili. Si potrà dunque proseguire con la riproduzione di questi soggetti, che non appartengono a nessuna delle due specie. Questo aspetto però è stato sfruttato dagli allevatori per “trasferire” delle mutazioni da una specie all’altra. Il termine corretto è “trasmutazione” ed è stato usato ad esempio per portare la mutazione blu, originaria dei personatus, ai fischeri. Dei meticci personatus-fischeri portatori di blu sono stati accoppiati per generazioni e generazioni con soli fischeri, fino ad ottenere dei soggetti blu praticamente uguali ai fischeri. Tuttavia, almeno a livello teorico, questi soggetti non possono essere considerati puri e in generale questa pratica porta ad un inquinamento genetico delle lingue di sangue, con conseguenti imperfezioni anche negli ancestrali.

ibridazione nei pappagalli ibridi incroci

Ibridazione nei pappagalli

Anche tra le diverse specie di Ara è possibile ottenere meticci e ibridi. I risultati di questi accoppiamenti danno vita a colorazioni uniche che assumono dei veri e propri nomi. Per semplificare si utilizza come specie di partenza l’Ara ararauna o Ara gialloblu, certamente il più diffuso. I principali colori sono determinati da ibridi di prima generazione, ovvero dai figli di una coppia composta da genitori di specie “originali” e diverse. Alcuni allevatori hanno anche sperimentato l’accoppiamento di meticci fertili, ottenendo ulteriori colorazioni.

Accoppiando un Ara ararauna con un Ara macao si ottengono soggetti chiamati Ara Catalina. Questa ibridazione può raramente avvenire anche in natura, sono infatti stati osservati degli esemplari allo stato selvatico. Il corpo dell’Ara Catalina è giallo-arancio sfumato. La parte superiore della testa è verde, come le piume copritrici, le remiganti invece sono azzurro intenso.
Accoppiando un Ara ararauna con un Ara chloropterus si ottiene il cosiddetto Ara Arlecchino. La prole di questa ibridazione eredita principalmente le caratteristiche della specie paterna. Non sono mai stati osservati Ara Arlecchino in natura. La colorazione del corpo è simile a quella dell’Ara Catalina ma con una tonalità più vicina al rosso, con toni di verde e blu sulle spalle e sulle ali.
L’incrocio tra Ara ararauna (blu and gold macaw in inglese) e l’Ara militaris genera l’Ara Miligold. Questo ibrido ha una colorazione generale verde-acquamarina. L’addome è giallo mentre presenta sfumature blu sul dorso e sulle ali. La maschera facciale è caratterizzata da molto piumaggio nero. Piuttosto simile appare l’Ara di Bluffons, ovvero l’incrocio tra Ara di Buffon e A. ararauna.
Infine, l’Ara ararauna può anche essere incrociato con l’Ara giacinto, dando vita all’Ara Caloshua. Si tratta di un ibrido molto raro caratterizzato dal petto giallo che va a sfumare con il verde acqua della testa. Quest’ultima è priva di maschera e ricorda dunque quella dell’ara giaginto, il colore del dorso e delle ali ricorda invece il blu-azzurro dell’Ara ararauna.

L’accoppiamento” suggeriamo un altro articolo interessante

————->>> http://www.parrotsforfriends.com/?p=297

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Dom 14, Gen, 2018
Alloggio e accessori -la casa

Alloggio e accessori: la casa dei nostri pappagalli

L’alloggio è un aspetto estremamente importante per i pappagalli domestici in quanto va a influire direttamente sia sulla salute fisica che sul benessere psicologico. Un alloggio di dimensioni adeguate e dalla corretta disposizione degli accessori permette ai pappagalli di mantenere una corretta forma fisica tramite un normale sviluppo muscolare. Allo stesso tempo, arricchire l’ambiente in cui i pappagalli vivono la maggior parte del tempo li aiuta a mantenere un comportamento equilibrato: essendo infatti animali molto intelligenti necessitano di diversi stimoli ambientali.

Alloggio e accessori: la casa dei nostri pappagalli

La condizione ideale, in generale, sarebbe quella di un’ampia voliera all’aperto con spazi sufficienti per il volo e un ambiente arricchito con elementi naturali quali piante e semplici giochi (corde, legni, altalene etc). Ovviamente non è sempre possibile offrire un alloggio di questo tipo, ma i principi espressi di seguito valgono anche per voliere interne. Lo sviluppo deve essere orizzontale, è assolutamente fondamentale per sfruttare lo spazio al meglio e permettere ai pappagalli di volare. In una voliera alta e stretta i pappagalli tenderanno sempre a occupare solo l’apice, compiendo solo movimenti minimi. La voliera deve essere di metallo e non deve rilasciare frammenti tossici, il ferro zincato di solito è la soluzione migliore. Le maglie devono essere proporzionate alla taglia dell’animale e l’orientamento deve facilitare le arrampicate, sbarre verticali sono dunque da evitare. Il pavimento ideale è fatto di cemento, igienico e facile da pulire. In alloggi interni possono essere usate diverse lettiere, purché atossiche e poco polverose. Una struttura esterna deve ovviamente prevedere una zona ben riparata dalle intemperie e soprattutto dalle correnti d’aria. Alle nostre latitudini infatti, il freddo generalmente non rappresenta un grosso problema, lo sono invece gli sbalzi termici e le correnti d’aria. Per tale scopo possono essere usati dei pannelli isolanti.
In base alle dimensioni e al numero di pappagalli devono essere posizionate sufficienti mangiatoie ed abbeveratoi, in modo da evitare competizioni. Inoltre, la posizione delle mangiatoie deve essere studiata in modo che non sia possibile per i pappagalli sporcarle con le loro feci, si eviteranno quindi tutti i punti sovrastati da posatoi, giochi o altro su cui i pappagalli possono sostare. Le mangiatoie in acciaio girevoli sono le più comode da gestire e pulire. Infine, la disposizione degli accessori e dei posatoi deve permettere il volo più lungo possibile permesso dalle dimensioni della voliera. Questo risultato si ottiene creando un corridoio privo di ostacoli che percorre la voliera nella sua lunghezza, meglio se nella parte più alta, posizionando due posatoi alle estremità. In questo spazio, che deve tenere conto dell’apertura alare, non saranno posizionati né accessori né posatoi più alti di quelli agli estremi.

Alloggio e accessori: la casa dei nostri pappagalli

I posatoi migliori sono quelli di origine naturale, ovvero di legni non tossici come il salice o il nocciolo. La misura media deve essere proporzionata alla taglia degli animali, posatoi troppo grandi o troppo piccoli possono causare lesioni alle zampe. La naturale variabilità del legno permette una corretta ginnastica dei muscoli delle zampe, inoltre, la possibilità di rosicchiarlo intrattiene molto i pappagalli.
Oltre ai posatoi, la gabbia può essere accessoriata anche con giochi di vario genere. La scelta può essere fatta in base ai gusti dell’animale ma ci sono alcuni concetti da tenere sempre a mente. Il gioco deve essere compatibile con la taglia dell’animale: un gioco in plastica per cocorite può essere distrutto e ingerito da un cenerino, con spiacevoli conseguenze. Il gioco non deve poi essere tossico, utilizzare solo accessori esplicitamente previsti per uccelli o, in alternativa, di origine naturale. Quando si utilizzano corde, prestare sempre attenzione che le fibre non possano legarsi al piumaggio o alle zampe del pappagallo. Lo spazio disponibile va sfruttato con intelligenza, secondo i principi di cui abbiamo parlato, mettendo in secondo piano l’aspetto estetico, non si deve assolutamente riempire la gabbia di giochi sottraendo spazio per il volo.

Il più delle volte, lo spazio concesso dalle gabbie da interno non è sufficiente o strutturato male. Soprattutto per i grandi pappagalli tenuti in casa, l’ideale sarebbe disporre di una stanza completamente dedicata a loro. Quando non è possibile si consiglia di lasciare uscire il pappagallo tanto più spesso, quanto più è piccola la gabbia (che comunque dovrebbe permettergli almeno di spiegare completamente le ali). Per quanto riguarda i pappagalli di piccola taglia, molte delle gabbie in commercio sono studiate per piacere esteticamente ai proprietari e non per permettere ai nostri pappagalli di sfruttare al meglio lo spazio a disposizione. Anche per gli amici più piccoli infatti, vanno preferite gabbie rettangolari a sviluppo orizzontale.

Esistono insidie domestiche per i nostri pappagalli;

approfondiamo l’argomento con il seguente articolo: “Pericoli in casa”

SEGUI IL LINK ——–>>>  http://www.parrotsforfriends.com/?p=636

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Mar 19, Dic, 2017
Pet Therapy o Zooterapia -Parr

Pet Therapy o Zooterapia
Con il termine Pet Therapy o zooterapia, si intende una terapia “dolce“, basata sull’interazione tra uomo ed animale, che integra e rafforza le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.
La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e stabilire tramite questo rapporto sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico, sia stimolare la partecipazione attiva del paziente, risentendone ovviamente in modo positivo anche l’umore.

pet therapy parrots for friends

Pet Therapy o Zooterapia

 

 

La Pet Therapy ha radici lontane, già alla fine del Settecento in Inghilterra si era iniziato a stimolare il contatto con diversi animali, fu’ infatti lo psichiatra infantile Boris Levinson, per la prima volta intorno al 1960 , a enunciare le sue teorie sui benefici della compagnia degli animali, che egli stesso applicò nella cura dei suoi pazienti. Levinson sosteneva che il prendersi cura di un animale da parte di malati psichiatrici e di persone con difficoltà motorie, potesse aiutare i pazienti a calmare l’ansia, a trasmettere calore affettivo e ad aiutare a superare lo stress e la depressione, e che potesse persino aumentare il grado di autocontrollo. I pazienti mostravano interesse a prendersene cura nella considerazione che fossero creature più deboli di loro. In Italia la Pet Therapy ha ottenuto il giusto riconoscimento solamente nel 2009 ed è entrata così in molti reparti di ospedali, case di cura e di riposo per anziani e comunità.

Le figure professionali che prevede questa terapia sono :

•responsabile di progetto (un professionista del campo sanitario);
•medico veterinario(valuta i requisiti comportamentali e sanitari dell’animale, l’aspetto igienico sanitario ed il benessere animale);
•coordinatore d’intervento può essere: psicologo/psicoterapeuta, educatore, infermiere/assistente sanitario, OSS, laureato in scienze motorie, insegnante, psicomotricista;
•coadiutore dell’animale (promuove la relazione uomo animale e monitora lo stato di salute ed il benessere dell’animale in collaborazione con il veterinario).
Questa figura è solitamente colui che vive tutti i giorni sotto stretto contatto con l’animale, quasi in simbiosi, per poter capire profondamente l’essere dell’ animale, i suoi movimenti, i suoi stati d’animo.
Il veterinario prima che l’animale possa entrare in qualsiasi struttura deve eseguire una serie di esami clinici, che permettano di escludere che l’animale possa trasmettere patologie all’ uomo.

Effetti terapeutici
I benefici sui pazienti sono davvero incredibili in quanto gli animali stimolano il gioco, tranquillizzano l’umore, migliorano il grado di empatia esperito, aiutano nel processo di socializzazione e, non per ultimo, riempiono di felicità le ore interminabili che i piccoli pazienti passano in ospedale.

Animali coinvolti
Nella Pet Therapy gli animali devono possedere delle precise qualità fisiche e caratteriali, devono infatti essere mansueti e abituati a stare con gruppi di persone senza reagire negativamente alla sollecitazione di troppi stimoli o a situazioni imprevedibili. Fondamentale è individuare l’animale corretto per il singolo paziente in base alle preferenze personali, alle capacità psico-fisiche, all’analisi delle eventuali fobie specifiche, alle allergie e in base alla risposta emotiva nelle prime sedute. Ad esempio nel caso si dispongano di più cani ,si deve definire l’abbinamento cane-paziente tenendo conto della taglia del cane, dell’indole e del tipo di pelo.

pet therapy parots for friends

Pet Therapy o Zooterapia

 

 

Gli animali più frequentemente usati per la terapia sono :
(Alcuni ancora in via sperimentale, per loro si parla infatti di Attività Assistita con Animali A.A.A. )

•cani ( therapy dogs), Il cane è usato per la maggior parte dei casi, in quanto animale da compagnia fortemente inteso ad instaurare un rapporto di mutua dipendenza dal padrone.
•gatti, il contatto con il pelo del gatto è piacevole e distensivo, l’emissione delle fusa dona un immediato riscontro delle attenzioni rivolte all’animale
•conigli e criceti, in genere sono utilizzabili con i pazienti più piccoli proprio per le loro dimensioni e la scarsa aggressività
•pappagalli, stimolano l’allegria e migliorano l’umore, vengono impiegati in progetti rivolti ad anziani(case di riposo) e per la riduzione dell’aggressività (ad esempio nelle carceri)
•tartarughe, il loro accudimento facilita una presa in carico di responsabilità e riduce il senso di inadeguatezza.
•cavalli (ippoterapia) è un animale dall’indubbio fascino , con esso si riesce ad istaurare una relazione che dà intense gratifiche
•asini (onoterapia) sfrutta alcune caratteristiche proprie dell’asino, come la piacevolezza al tatto, la pazienza, la lentezza dei movimenti, che tendono alla ripetizione monotona. Si crea un tipo di relazione rassicurante
•delfini, con la loro indole aiutano molto i pazienti depressi o autistici
•animali da fattoria (mucche, capre, pecore) sono stati recentemente impiegati con ottimi risultati
•pesci, osservare i pesci negli acquari porta alla riduzione del livello di stress e tensione muscolare

pet therapy parots for friends

Pet Therapy o Zooterapia

 

 

A chi si rivolge?
La pet therapy si rivolge in particolare a bambini con problemi emotivi e comportamentali, autistici, persone con disabilità fisica o psichica e agli anziani.

Approfondiamo l’impiego dei pappagalli……
E’ stato ampiamente dimostrato che la presenza di pappagalli allevati a mano in alcune strutture come ad esempio le case di riposo, migliorino l’umore degli ospiti offrendo ogni giorno allegria e spensieratezza. L’impiego di questi volatili è giustificato dal fatto che, riproducendo parole e frasi del linguaggio umano, stimolano la persona a rispondere e ad interagire. Può avvenire, naturalmente, anche il contrario cioè il soggetto viene stimolato proprio per far parlare i pappagalli .Essi durante la loro attività, vengono lasciati liberi di interagire con l’uomo in sale e spazi adeguati e dedicati.
Da questa co-terapia ciò che è emerso ,senza alcun ombra di dubbio, è come alcuni soggetti con scarse capacità attentive o in soggetti che compiono movimenti improvvisi, tendano a mantenere il controllo del proprio corpo. Per quanto riguarda il linguaggio i pazienti si abituano a parlare con l’animale e ad esprimere le proprie emozioni, cosa che, ad esempio, nelle persone cognitivamente compromesse, in una normale relazione interumana, risulta essere molto complicata.

 

A questo punto lasciamo la  “Parola ai pappagalli” 

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